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La Voce di Ogni Strumento-18 Ottobre 2020

Domenica 18 Ottobre ore 18.00-Teatro Moderno – Grosseto

“Per Elisa”, narrazione di Violante Placido

Chi ha dato il nome alla celeberrima composizione in La minore che ha accompagnato generazioni di studenti di pianoforte? Per Elisa (Für Elise) è una breve composizione per pianoforte scritta da Ludwig van Beethoven nel 1810. È uno dei brani più familiari di tutta la musica occidentale, fa parte delle 25 bagatelle, brevi pezzi per pianoforte composti da Beethoven in vari periodi.Poiché non è mai esistita nella vita del compositore nessuna Elisa, l’ipotesi più accreditata vuole che originariamente il brano fosse dedicato a Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza; di recente, lo studioso berlinese Klaus Martin Kopitz ha ipotizzato che a ispirare Beethoven sia stata Elisabeth Röckel, cantante tedesca spesso nota anche come Elise. E c’è anche chi sostiene che non fu Beethoven a scrivere “Per Elisa”…

L’intenzione dello spettacolo a partire da Elisa è quella di indagare il ruolo delle donne e dell’amore nella vita di Beethoven. Tutti sanno quanto fosse difficile la personalità di Beethoven.
Quanto dunque poteva essere ancora più complicato il suo rapporto con le donne? Beethoven non si sposò, malgrado si dichiarasse a molte donne, fu parecchio sfortunato e riuscì raramente a portare a buon fine le sue conquiste. I motivi erano diversi: alcune erano spaventate dal suo comportamento bizzarro, altre erano di rango nobiliare e dunque a lui inaccessibili, altre ancora erano già sposate.
Per comprendere meglio quanto per lui fosse importante l’amore verso un donna ci affideremo anche alle parole stesse del compositore. La “Lettera all’immortale amata” è un documento manoscritto, ritrovato in un mobiletto della sua stanza pochi giorni dopo la sua morte, datato tra il 6 e il 7 luglio 1812. Si tratta di tre lettere che Beethoven scrisse ad una donna che amava e che ricambiava il suo amore. Chi fosse questa donna è uno dei grandi misteri della sua vita. Due emeriti studiosi, Massin e Maynard Solomon, ipotizzano di identificare l’”amata immortale” con Joséphine von Brunsvik o Antonio Brentano, ma il piccolo ritratto ritrovato accanto al manoscritto non corrisponderebbe a nessuna delle due. Chi era dunque la misteriosa “immortale amata”